Dopo la caduta di suo padre Aerys II, Rhaegar I salì al Trono di Spade con la benedizione di un popolo che vedeva in lui il "Principe Promesso". Il suo fu un regno durato ventisette anni, caratterizzato da una profonda rinascita culturale e dal tentativo di sanare le ferite lasciate dalla ribellione di Robert Baratheon. Rhaegar non fu un re guerriero, ma un re filosofo: la Fortezza Rossa divenne un centro di sapienza, le arpe risuonavano nelle corti e la biblioteca reale fu ampliata.
Dorne non perdonò mai il silenzio del Re sulla sorte di Elia Martell e del piccolo Aegon: scomparsi misteriosamente durante i tumulti della guerra, il loro destino rimase una ferita mai rimarginata che alimentò il sospetto Dorniano. La tensione con i Martell peggiorò quando Rhaenys, la primogenita di Elia, fu ufficialmente privata del suo ruolo di erede al trono in favore del fratellastro maschio nato da Lyanna Stark.
Nelle Terre della Tempesta, la situazione era altrettanto esplosiva. Rhaegar non si fidò mai degli uomini che avevano seguito Robert; sebbene i Baratheon sedessero ancora sul loro seggio ancestrale, il Re impose su di loro l'ombra di Jon Connington. Nominato "Protettore delle Terre della Tempesta", Connington agiva come un vero e proprio carceriere per i Lord del sud, assicurandosi che la loro fedeltà non vacillasse mai. Questa sottomissione forzata trasformò la regione in una polveriera pronta a esplodere al primo segno di debolezza della Corona.
L'anno 310 d.C. segnò il punto di rottura. Mentre le notizie dello sbarco di Aurion Blackfyre e della schiusa dei draghi in Essos raggiungevano la capitale, il regno fu colpito da una letale epidemia di febbre invernale. Rhaegar, indebolito da anni di studi ossessivi e veglie notturne, contrasse il morbo. Mentre i corvi portavano messaggi di guerra dalle Stepstones, il Re morì nel suo letto, mormorando versi di una canzone che nessuno riuscì a comprendere.
Fu il figlio di Rhaegar, il giovane Lucerys, a prendere il comando delle armate della Corona nel momento più critico. Nonostante il lutto, Lucerys dimostrò una ferocia bellica spietata. In una serie di scontri sanguinosi nelle Terre della Tempesta, le forze lealiste spezzarono l'avanzata della Compagnia Dorata. La Sesta Ribellione Blackfyre fu stroncata e Aurion Stella Cremisi venne ucciso sul campo, ponendo fine alla minaccia immediata ma lasciando Lucerys ebbro di un potere che non sapeva gestire.
Con la vittoria sul Drago Nero, Lucerys I Targaryen cinse ufficialmente la corona. L'ascesa fu accolta inizialmente con benevolenza. Tuttavia il giovane Re aveva ereditato i lineamenti forti e i fitti capelli neri della madre Lyanna, ma nei suoi occhi viola bruciava la stessa instabilità che aveva consumato suo nonno Aerys.
Sotto la superficie del "Lupo Nero", la paranoia esplose rapidamente. Lucerys interpretò la missione del padre come una chiamata alla sottomissione assoluta del reame. Appena insediato, trasformò i vecchi sospetti di Rhaegar in una tirannia aperta. La sua ossessione si focalizzò nuovamente sulla sorellastra Rhaenys. Convinto che lei, insieme ai dorniani mai rassegnati, stesse complottando per reclamare il diritto al trono che le era stato sottratto, la fece arrestare durante il banchetto a corte nel 320 D.C. e, a quel punto, i dorniani si lasciarono ufficialmente Approdo del Re, seguendo il Principe Oberyn Martell che covò vendetta.
“Il regno di Rhaegar era stato un lungo e dolce tramonto; quello di Lucerys sarebbe stato una notte gelida.”Questo atto finale di ingiustizia trasformò il risentimento di Dorne e delle Terre della Tempesta e di alcuni lord delle terre della Corona che per anni avevano subito le pressioni di Lucerys. Nel 322 D.C. Lucerys e sua sorella - moglie non avevano avuto eredi. Qualcuno vociferava che i Sette stavano mettendo al sicuro Westros dalla catastrofe. Lo stesso anno, tuttavia, le voci dell'avvistamento di "Bestie Volanti" in Essos iniziò a circolare.
Cosi Ormund Baratheon, figlio di Stannis Baratheon, Ashara Martell - figlia legittima di Arianne Martell di Dorne - e Monford Velaryon, fratello del lord Velaryon, decisero che quelle voci potevano essere il modo di "riprendersi" quello che i targaryen gli avevano sottratto.
In gran segreto intrapresero un viaggio verso Essos e, sfruttando le conoscenze, riuscirono ad arrivare a casa Thaerion e poco dopo a casa Blackfyre. Si svolse in Essos un'incontro, e da quell'incontro ne venne fuori una ribellione. Daeron Blackfyre, uno dei tre figli rimasti di Aurion, viaggiò in gran segreto con la piccola delegazione che lo aveva trovato, e passò i successivi anni a mischiarsi tra la gente come un popolano, spacciandosi per un uomo di Lys.
In quel periodo strinse alleanze, raccolse segreti, capì chi era più propenso ad essere corrotto e chi meno. E nel 330 D.C. tornò in Essos, a Volantis, dove preparò la sua invasione.