PREFAZIONE

Il destino di Rhaegar Targaryen apparve segnato da un’ombra indelebile sin dal momento della sua nascita. Nell’anno 259 d.C. la tragedia di Sala dell'Estate consumò tra le fiamme il re Aegon V e il suo erede, nel vano tentativo di riportare in vita i draghi. In quella medesima notte la principessa Rhaella diede alla luce Rhaegar. L’evento forgiò un principe malinconico che per anni predilesse la solitudine ed il suono della sua arpa al chiasso della corte e all'esercizio delle armi.

Il cambiamento del giovane principe ebbe luogo nel 270 d.C., quando il ritrovamento di antiche pergamene riguardanti la profezia del "Principe che fu Promesso" lo ossessionò a tal punto da indurlo a prendere la spada: egli si convinse di essere l’eroe destinato a salvare il mondo dall’oscurità, trasformandosi così in un cavaliere dalla grande abilità oratoria e carisma.

Tuttavia, mentre il suo splendore cresceva, quello di suo padre, Aerys II, declinava rapidamente. La sanità mente del re, già instabile da anni, peggiorò ulteriormente dopo la prigionia durante la Rivolta di Duskendale nel 277 d.C.: tale evento spezzò definitivamente la psiche del sovrano, trascinandolo in un baratro di paranoia e crudeltà che rese palese la necessità di un nuovo regnante.

Nonostante il matrimonio politico con Elia Martell, avvenuto nel 280 d.C., da cui nacque la piccola Rhaenys, l’attenzione di Rhaegar rimase fissa sul compimento del destino profetico. Nel 281 d.C., durante il leggendario Torneo di Harrenhal, il principe compì l’atto che avrebbe mutato il corso della storia: dopo aver trionfato in ogni scontro, ignorò la propria consorte per deporre la corona di rose d’inverno in grembo a Lyanna Stark, già promessa a Robert Baratheon.

All’inizio del 282 d.C., la fragile Elia Martell diede alla luce il figlio secondogenito di Rhaegar, Aegon, ma i maestri le sconsigliarono un’ulteriore gravidanza in quanto la stessa avrebbe messo a rischio la sua vita e quella di un futuro nascituro. Rhaegar, che della profezia era convinto, non si diede pace.

“Tre teste, deve avere il drago”.

E così, nel corso dello stesso anno, Lyanna Stark e Rhaegar Targaryen sparirono insieme, facendo credere all’intero continente che la sparizione fu un atto violento da parte del Targaryen nei confronti della giovane donna, ma per Rhaegar era il modo di compiere il suo destino e la profezia.

LA GUERRA DELL’USURPATORE (283 d.C.)

La scintilla della rivolta scoccò con la sparizione di Lyanna Stark, evento che spinse il fratello Brandon a marciare verso Approdo del Re per reclamare onore e giustizia. Tuttavia, il re Aerys II rispose con una ferocia senza precedenti: trasse in arresto i giovani nobili e convocò i loro padri solo per sottoporli a un supplizio atroce. Lord Rickard Stark chiese un processo per singolar tenzone ma il sovrano scelse il fuoco come proprio campione. Mentre il lord veniva arso vivo nella sua armatura, Brandon morì strangolato nel vano tentativo di salvarlo. Tale barbarie costrinse le case Stark, Baratheon, Arryn e Tully a stringere un'alleanza contro il Trono di Spade.

Il conflitto non fu privo di tragedie anche per la corona: durante una traversata verso Roccia del Drago, la principessa Elia Martell e il piccolo Aegon svanirono nel nulla in seguito all'assalto di una nave pirata; le cronache del tempo rimasero incerte se si fosse trattato di un'esecuzione sommaria, di un rapimento dei ribelli o di una fuga orchestrata dal principe Doran. Re Aerys, in preda al delirio, accusò i marinai di tradimento e li fece giustiziare. Nel frattempo, Rhaegar Targaryen tornò a corte per porsi al comando delle forze lealiste, sostenuto dai dorniani che intendevano proteggere i diritti della superstite Rhaenys.

L'atto risolutivo si consumò nell'anno 283 d.C. sulle sponde del Tridente: Rhaegar affrontò Robert Baratheon e, nonostante la furia e la forza del Lord di Capo Tempesta, riuscì a prevalere sul suo avversario. La morte del loro leader mandò in frantumi l'esercito ribelle: i capi superstiti furono braccati dalle forze di Lewyn Martell e dai Lannister, giunti infine sul campo. Mentre a nord i Greyjoy tentavano un'incursione fallimentare che costò la vita a Lord Quellon, la fortezza di Capo Tempesta aprì le porte a Mace Tyrell dopo la notizia della morte del Lord e Stannis Baratheon si arrese, venendo scortato verso il campo di battaglia.

Eddard Stark, Jon Arryn, Stannis Baratheon e Hoster Tully furono condotti alla tenda di Rhaegar dove la scoperta della verità scosse le fondamenta stesse del loro onore. Lyanna Stark apparve al fianco del principe, rivelando di essere fuggita per sua libera volontà e di attendere un figlio da lui.

Tale confessione gettò Lord Stark in un abisso di sensi di colpa; egli realizzò che migliaia di uomini erano morti per quello che apparve allora come il capriccio di una fanciulla. Nonostante il tradimento del legame fraterno, Eddard scelse la via della saggezza: si inginocchiò a Rhaegar in cambio della promessa che Aerys II sarebbe stato deposto e che i resti dei suoi congiunti avrebbero ricevuto i dovuti onori.

La sottomissione degli altri ribelli non fu meno sofferta. Stannis Baratheon, inizialmente restio, fu indotto alla resa da Jon Arryn per preservare la sopravvivenza della Casa Baratheon, minacciata dall'ascesa del lealista Jon Connington. Rhaegar, nel tentativo di ricucire un reame devastato da conflitti paragonabili alla Prima Ribellione Blackfyre, concesse un'amnistia totale in nome del proprio diritto ereditario. Dichiarò il padre e attuale sovrano Aerys II decaduto, e in nome del Trono di Spade accolse persino le onerose richieste degli sconfitti: promise che avrebbe usato il tesoro della corona sostenere i feudi devastati e concesse a Jon Arryn un seggio nel futuro Concilio Ristretto.

Per placare l’insoddisfazione dei lealisti Rhaegar fu disposto a pagare un costo ulteriore. Per assicurarsi la fedeltà del Nord e delle altre regioni, Rhaegar promise che, in base ai precedenti fissati nel corso del Grande Concilio del 101 d.C., un eventuale erede maschio avuto da Lyanna avrebbe avuto la precedenza sulla figlia Rhaenys. Questa decisione alienò profondamente i Dorniani, che videro i diritti della stirpe di Elia Martell calpestati. Parallelamente, il principe negò a Tywin Lannister l'agognato ritorno al potere nel Concilio Ristretto, mentre i Tyrell iniziarono a mercanteggiare il proprio supporto futuro in cambio di influenze a corte.

L'incontro si concluse con un atto di sottomissione corale, ma l'unione dei Sette Regni rimase una fragile illusione. Quella che sorse tra le tende del Tridente fu, dunque, una pace fittizia, costruita su risentimenti taciuti e ambizioni contrapposte.

La vittoria non portò tuttavia la pace nella capitale. Saputo del trionfo del figlio, Aerys II sprofondò in un abisso di terrore e invidia, convinto dell’intenzione di Rhaegar di voler prendere il proprio posto sul trono di Spade. Il Re iniziò dunque a inveire e a maledire tutta la stirpe del figlio e a minacciare di voler far regnare Rhaegar su “Mucchio di ossa e cenere”: con l’altofuoco accumulato dai suoi piromanti negli anni intendeva dare fuoco alla capitale e a tutte le persone che vi abitavano.

L'epilogo della guerra si consumò dinanzi alle mura di Approdo del Re. Rhaegar vi giunse scortato dalle armate Lannister e Tyrell, mentre Tywin favorì un abboccamento decisivo tra il principe e il figlio Jaime. Fu proprio il giovane cavaliere a svelare il terribile segreto del sovrano: Aerys II era pronto a incenerire la capitale pur di non cederla. Dinanzi a tale minaccia, Rhaegar convinse Ser Gerold Hightower a scegliere il bene del reame sopra la cieca obbedienza. Il "Toro Bianco" aprì i cancelli mentre Jaime, alla guida delle Cappe Dorate, trasse in arresto il re e i suoi piromanti poco prima della catastrofe.

L'ingresso dei vincitori fu ordinato e privo di saccheggi, una sfilata solenne che condusse Rhaegar e Lyanna fino alla Sala del Trono. Lì, il principe affrontò il padre il quale rispose con ingiurie e maledizioni figlie della sua pazzia. Non volendo macchiarsi di parricidio, Rhaegar dichiarò Aerys II infermo e destituito, confinandolo in una prigione dorata a Roccia del Drago. In un gesto di grande magnanimità, il principe rifiutò la richiesta di Ser Gerold di scontare il “tradimento” prendendo il nero: decise di onorarlo per aver saputo distinguere il dovere dalla follia.

Tre mesi dopo, l'Alto Septon celebrò l'incoronazione di Rhaegar I e il suo matrimonio con Lyanna Stark, suggellando la nuova era del Drago e del Lupo. Immediatamente, il nuovo sovrano operò per consolidare il potere: revocò l'esilio di Jon Connington, affidandogli il controllo delle Terre della Tempesta, e nominò Ser Arthur Dayne Primo Cavaliere del Re. Infine, per legare a sé l'Altopiano, promise il fratello Viserys alla neonata figlia di Mace Tyrell. Mentre i Lord del Nord e delle Terre della Tempesta lasciavano la capitale con l'animo colmo di risentimento, Rhaegar sedette sul trono, dando inizio a un regno nato dal fumo di Sala dell'Estate e forgiato nel sangue del Tridente.